lunedì 23 giugno 2014

ESISTONO MERAVIGLIE (SANT’ EUSEBIO) RONCIGLIONE (VT)

visto da fuori
visto da fuori
Uno dei maggiori paradossi italiani è rappresentato mirabilmente dall’esercito dei vacanzieri, capaci di arrivare in capo al mondo pur d’ammirare un singolo monumento, ma ignorando gli inestimabili tesori storici artistici che sono a pochi passi dalle loro abitazioni. È il caso di Sant’Eusebio, il monumento paleocristiano più importante della Tuscia, una chiesetta romanica nascosta dai noccioleti a pochi chilometri da Viterbo nel comune di Ronciglione, visitata da numerosi pellegrini stranieri ma completamente sconosciuta per chi vive in zona.
Recentemente utilizzata come set per il nuovo film di Liliana Cavani, dedicato a san Francesco, per merito del quale è stata scoperta dai volontari di Viterbo Civica, che hanno immediatamente organizzato una visita guidata per il pomeriggio del 21 giugno, grazie alla cortese disponibilità dell’architetto Pietro Paolo Lateano, curatore della Contea di Sant’Eusebio. Animato da una passione e da un entusiasmo straordinario, l’architetto ha deliziato i volontari di Viterbo Civica con la storia particolareggiata della chiesa, raccontando anche gli aspetti meno nobili dovuti al vandalismo di chi non ama e non comprende le ricchezze del proprio territorio.

entrando.. in un altro tempo
entrando.. in un altro tempo
La chiesa basilicale, di origine paleocristiana è la più antica e la meno conosciuta della via Francigena, sì perché il tracciato primitivo della Francigena originariamente passava per i Cimini, e fu modificato in seguito agli assalti dei banditi che trovavano nei boschi del circondario l’ambiente ideale per le imboscate ai pellegrini.
Il nucleo più antico della chiesa risalente al IV secolo, è un mausoleo di epoca romana contenente sette sarcofagi, appartenuto, cosi come si legge dal titulus, a un certo Flavio Eusebio, un funzionario romano che decise di farsi seppellire con la famiglia in quel luogo. L’originario mausoleo conserva ancora parte del tetto triangolare con tegole romane. La chiesa attraverso passaggi ancora poco chiari a un certo punto passa a un altro Eusebio, il primo vescovo di Sutri, uomo in odor di santità vissuto nel V secolo. Diventato effettivamente il santo protettore delle vocazioni sacerdotali, il culto del santo attira presto un pellegrinaggio ingente, i pellegrini per la maggioranza sacerdoti lasciano dei graffiti sulle pareti, ne sono stati contati ben cinquantatré, si tratta d’invocazioni e preghiere per sant’Eusebio in onciale (antico tipo di scrittura).

click per ingrandire
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Il pellegrinaggio sempre più numeroso determina la necessità di ingrandire la chiesa, alla navata centrale delle stesse dimensioni del mausoleo si affianca nel 1300 la navata di destra e in seguito è costruita quella di sinistra, le due navate laterali hanno dimensioni diverse ed erano divise in cubicoli per permettere ai pellegrini di dormire all’interno della struttura.
Le colonne romaniche presentano dei capitelli zoomorfi, nella zona dell’ingresso sono raffigurati dei serpenti, in quella più vicina all’altare dei pavoni, simbolo d’immortalità. Le basi delle colonne poggiano sui resti di una struttura preesistente, forse un tempio pagano. La soglia d’ingresso è formata da un pezzo di sarcofago lavorato.

La particolarità della chiesa è dovuta anche all’unicità degli affreschi, sulla parete sinistra dell’abside ”L’ultima Cena” risale al XII secolo, si tratta di un affresco di chiaro influsso bizantino, uno dei più rari dell’ultima cena, perché vi è ritratto Giuda, più piccolo e distante dal tavolo in qualità di traditore, e invece del pane e del vino sono raffigurati dei pesci. I volti sono stati abrasi.
L’affresco a sinistra dell’ingresso raffigura “L’albero di Jesse”, un’allegoria della progenie di Davide. Si tratta dell’affresco su questo tema più antico d’Europa, difatti non è la prima volta che tentano di rubarlo, alcuni vandali hanno perfino tentato di scardinare il portone usando un piede di porco che ha prodotto notevoli danni alle mura.

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Probabilmente si tratta degli stessi vandali che hanno sfondato un vetro e scardinato una grata di ferro per rubare sei tegole romane dal tetto del mausoleo.  E degli stessi che hanno sottratto i blocchi di pietra della torre crollata.
L’architetto Lateano spera che il film di San Francesco possa far finalmente conoscere la chiesa – ma è avvilente per chi fa questo lavoro sperare nel lancio pubblicitario, per il momento useremo i soldi del film per finanziare dei lavori-
Già perché la chiesa di sant’Eusebio non riceve nessun tipo di contributo per i lavori di restauro, per la ricerca o per riparare ai numerosi atti vandalici. La nostra associazione condivide il rammarico dell’architetto, avendo intrapreso da qualche tempo una campagna di sensibilizzazione e riscoperta del nostro patrimonio storico artistico.  Per questo motivo i volontari di Viterbo Civica presenti alla visita guidata, dopo aver saputo della scarsità di denaro per la manutenzione di questo capolavoro, hanno organizzato una colletta tra i presenti per garantire almeno il pagamento dell’energia elettrica. Una goccia nel mare, ma nell’attesa che le istituzioni tornino a occuparsi di cultura vera valorizzando le ricchezze che il mondo c’invidia, siamo convinti che conoscere la bellezza dei luoghi in cui viviamo sia il primo passo per amarlo e curarlo.

Per chi volesse il 27 giugno, alle ore 7.00, davanti al sagrato della chiesa c’è un incontro meditazione con campane tibetane.

lunedì 16 giugno 2014

IL 19 ALLE 20


Invito per la vostra associazione.
Giovedì 19 alle ore 20 vi aspettiamo a piazza del plebiscito (Comune) a seguire apericena al Sub Rosa a piazza del Gesù. Saranno fatti dei scatti significativi da fotografi di alto spessore. Dalla stampa locale ecc ecc..
La RAI in queste ore sta confermando la sua presenza per documentare un gesto che ci auguriamo esca fuori dai confini nazionali.
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Prenderemo il nostro abito più bello, la nostra cravatta migliore, le donne (cmq eleganti di natura) faranno lo stesso con il loro vestito da sera, ci faremo belli, per quanto possibile, per un tributo, perché vogliamo rendere onore al posto in cui viviamo. Viterbo oggi sembra dimenticata, vilipesa, violentata dal tempo e dal degrado, dall’ignoranza e dall’incuria di tutti. Viterbo non lo merita. Assolutamente, non merita tanta indifferenza.. Viterbo è la nostra città, una città antica, fatta di pietre e cantine, di chiese e di mura, di giardini e fontane. E’ un posto raccolto, un presepio di storia. Noi intendiamo rendergli omaggio, fargli sentire che il nostro interesse è vivo, che siamo pronti a dedicargli il nostro tempo, il nostro aspetto migliore.

Lo faremo con un gesto simbolico. Restituiremo interesse con l’eleganza e la cura, con quello che possiamo e possediamo. Crediamo fermamente che l’ eleganza e la civiltà non si misurano con auto giganti o con telefoni all’ultima moda. Apparire non significa essere. L’eleganza e la civiltà sono dapprima nei gesti, nella cura delle cose che si possiedono, che si tramandano, nell’interesse che si dimostra affinchè una storia possa esser tramandata, perpetrata nel tempo, nell’orgoglio che si ha nel mostrare tanta meraviglia e bellezza. E’ vero, Viterbo soffre della sua vecchiaia e di quella di chi la vuol lasciare nell’ignavia, nell’oblio di una crisi profonda. Noi non vogliamo esser fra questi. Dedichiamo e dedicheremo il nostro tempo e i nostri gesti a queste mura.
E’ gradita la conferma della vostra eventuale presenza tramite email a viterbocivica@libero.it oppure telefonando al 3476231327
Viterbo Civica.
Il Presidente Lucio Matteucci

domenica 8 giugno 2014

MADONNA DELLA SPIGA - VITERBO

nonostante il caldo
nonostante il caldo
Madonna della spiga, vi dice niente? Ai più sicuramente no. Non è così per Angelo Onofri che di primavere ormai ne tiene tante e che ci ha portato sul posto per farci scoprire questa meraviglia. Come se non bastasse, dopo il nostro lavoro (con un altro volontario di Archeotuscia) di pulizia, durato molte ore, abbiamo fatto la conoscenza con il sig. Bruni, proprietario da generazioni dei terreni sulla originale via TeverinaBruni ha iniziato a raccontarci la storia di questo fontanile, il tempo è scorso rapidissimo, come l’acqua che un tempo costituiva il bene primario del fontanile.
Vi raccontiamo una sintesi del suo racconto, sperando di essere precisi. La vita che si svolgeva al fontanile era frenetica e spesso procurava intasamenti. Gente che faceva la fila per ore per riempire i propri recipienti. Un via vai continuo di carri con grandi buoi che venivano a fare acqua. La proprietaria del terreno circostante rinunciò alla sua porzione, facendone dono alle autorità del tempo, in cambio dello sfruttamento delle acque in eccesso del fontanile. 
Un fontanile che aveva una eccezionale portata d’acqua, 3 litri per secondo, e per questo era costantemente affollato. Il fontanile davanti ad esso ha un magnifico selciato in sampietrini, attualmente coperto, al tempo era sicuramente uno spettacolo meraviglioso, davanti al fontanile si trova l’edicola della Madonna della Spiga, il manufatto originale doveva risalire al 1300, durante il fascismo fu smontata e rimontata per far posto alla strada Teverina. Quel fontanile era all’epoca il centro della vita contadina e sosta obbligata per i viandanti.
Il sig. Bruni ricorda perfettamente quando, da bambino, fu testimone dell’omicidio di un fascista, avvenuto proprio in quel punto, e la rimozione con lo scalpello dal muro dell’edicola del fascio scolpito sulla pietra. Poi l’occupazione dei tedeschi che, poco più avanti, a meno di 50 metri, realizzarono un campo di concentramento “volante”, con un reticolato doppio, alto almeno 5 metri, e sentinelle armate all’interno. Una sorta di gabbia per coloro che poi sarebbero stati inviati ai veri campi di concentramento. I campi della zona, un tempo uliveto, furono utilizzati come nascondiglio di una base della contraerea. Il passaggio delle truppe americane portò cioccolata e sigarette, ma anche danni prodotti dai carri armati e dalla noncuranza dei militari sul territorio nemico. Ma la via Teverina era anche meta della passeggiata domenicale e delle giornate di sole di festa. 
Si partiva da porta Fiorentina e si arrivava in passeggiata, sfruttando tutto il percorso in pianura, ci si riposava sotto magnifiche querce che riparavano dal caldo, si mangiava accanto al fontanile, che manteneva il vino al fresco, poi verso sera si faceva ritorno in città. Il sig. Bruni ci ha raccontato di come, dopo aver visto il momento di splendore del fontanile, ha poi assistito al declino. Pian piano, dagli anni ’90, i rovi inesorabilmente hanno iniziato a prendere il sopravvento, sempre di più, sempre di più, fino a seppellirlo completamente. 
Mentre eravamo a lavoro è passato un altro anziano, sempre della zona, si è fermato e stupito di rivedere il fontanile, ci ha detto che si era dimenticato di dove fosse. È transitata una macchina, si è fermata, la signora seduta al lato passeggero ha scattato una foto con il telefono, la prima testimonianza. Adesso Bruni ancora cerca di tenere pulita l’edicola, che conserva il dipinto della Madonna della Spiga, opera con ogni probabilità risalente agli anni ‘20.
Forse per noi di Viterbo Civica questi rimangono sogni, ma ci piace credere che tutti siano animati della stessa passione e dello stesso amore per il nostro territorio. Esortiamo ancora tutti i cittadini per l’ennesima volta, diciamo anche per la millesima volta, a far diventare bella questa nostra stupenda città! Non è possibile lasciare morire una città che è piena di tesori nascosti. Ma non finisce qui. 
Abbiamo individuato almeno altri otto siti altrettanto belli come questo. Siete pregati di trovare una mezza giornata di tempo per poter dire di aver partecipato alla loro riscoperta.
Ma le forze iniziano a lasciarlo e crediamo che l’edicola tra anni(speriamo tantissimi) non sarà più curata. Con un velo di malinconia ci ha detto che più di un dirigente comunale, anni fa, gli aveva promesso che avrebbero spostato il fontanile per farlo rivivere, in tutto il suo splendore, accanto all’edicola, e che avrebbero fatto chiudere la strada alle auto, per permettere alle persone di riappropriarsi di un angolo che ha secoli di storia, evitando così di essere il “cassonetto a cielo aperto” di tanti incivili che transitano anche a velocità, sbarazzandosi della propria immondizia. 
Un angolo del nostro recente passato,dimenticato se non da questi anziani, come il sig. Bruni, che lo hanno vissuto e che potrebbero ancora incantare i bambini con le loro storie.

martedì 3 giugno 2014

ATTACCO EFFETTUATO




parlano di noi su: la fune, , viterbopostretelunatusciaeventi e tusciaweb (clicca sui link per aprire gli articoli).
Grazie di cuore a tutti i partecipanti,  al decespugliatore, alla crostata alle ciliege ed al pomeriggio fuori dall’ordinario in compagnia di persone magnifiche.
qui trovate altre gallerie di foto

UN 2 GIUGNO NON ORDINARIO. MISSIONE COMPIUTA

volontari al lavoro
volontari al lavoro
Per noi di Viterbo Civica, essere identificati come quelli che si prendono cura degli antichi lavatoi è una gran bella soddisfazione, ci riempie d’orgoglio ricevere la telefonata di un anziano signore, che non ci sta a veder scomparire pezzi della sua infanzia.
Siamo a Tobia, una di quelle meravigliose frazioni della nostra città che sono già campagna, gli occhi si perdono nel verde, il tempo pare fermarsi e dilatarsi in una tranquillità sconosciuta in città. 
Qui fino ai primi del secolo scorso di fontanili ce n’erano diversi, la gente che viveva in questi borghi non aveva acqua corrente in casa e le fontane pubbliche servivano per l’approvvigionamento idrico degli abitanti. I cambiamenti della società hanno destinato questi luoghi all’oblio, cancellati dalla memoria e nascosti alla vista fino a scomparire, un vero peccato perché rappresentano un segno peculiare del nostro territorio e dimenticarli equivale a perdere un tratto fondamentale della nostra storia locale.

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Non è semplice trovarli, devi conoscere il punto esatto della loro posizione, quando ci hanno accompagnati alla scoperta di questi piccoli tesori, abbiamo capito subito che una semplice potatura dei rovi non sarebbe bastata, che dovevamo coinvolgere l’opinione pubblica e cercare di lavorare a un progetto di più ampio respiro. Abbiamo pubblicizzato l’intervento di pulizia il più possibile, facendo leva sulla straordinarietà della riscoperta. Con nostra grande gioia molti cittadini hanno risposto all’appello e lunedì pomeriggio, nonostante la giornata di festa e il bellissimo sole primaverile, tanti si sono presentati all’appuntamento fissato.

Il nostro primo intervento è stato ridare visibilità all’affresco che, erroneamente, è definito “Madonna del Pesce” in Strada Filante. Si tratta di quel che resta di un portale d’accesso a una proprietà privata, sulla cui sommità è presente un affresco decisamente molto rovinato.
I volontari di Viterbo Civica hanno completamente liberato la struttura dalle erbacce e raccolto le immancabili bottiglie di plastica.
Il secondo intervento è stato qualche centinaio di metri più avanti, in Strada Campolungo, dove c’è un altro fontanile scomparso alla vista, dalla strada era impossibile vederlo, il sentiero d’accesso non esisteva più, completamente sommerso dai rovi. I volontari supportati anche dall’aiuto degli abitanti della zona, tra cui anziani e bambini, hanno rimosso completamente tutti i rovi che rendevano impraticabile il sentiero. Il clima di reciproca solidarietà e l’allegria dei partecipanti hanno contribuito a rendere festoso un momento di fatica. Il fontanile Fontetuccio, così lo ricordano gli anziani del posto, è una bella vasca rettangolare in peperino, scavata nel terreno, probabilmente un vecchio abbeveratoio. Gli anziani del posto ricordano una botticella, posta alla sommità della vasca, da cui scaturiva l’acqua, ma non ce n’è più traccia. Il fontanile già una quindicina d’anni fa fu ripulito dalle sterpaglie, grazie all’interessamento di un politico locale, purtroppo senza un progetto che preveda la valorizzazione di queste preziose testimonianze storiche, il fontanile è ritornato presto alla condizione in cui l’abbiamo ritrovato.
L’ultimo intervento è stato per il lavatoio Napolino, nella strada omonima, anche in questo caso era impossibile accorgersi di questa bella struttura coperta, due vasche di pietra dall’originale forma a elle, accanto al quale scorre un piccolo corso d’acqua. Eppure si tratta di un fontanile che negli anni passati si trovò anche al centro di un’accesa disputa, accade nel 1844 quando un contadino della zona, un certo Salvatore Pascucci, decise di deviare il corso dell’acqua verso la sua proprietà, per abbeverare le bestie. Incurante di lasciare a secco le circa trenta famiglie che vivevano in Contrada delle Farine. L’autorità a quei tempi era rappresentata dalla chiesa, infatti, fu proprio in parrocchia che gli abitanti della zona andarono a sfogarsi per denunciare il fattaccio. Il parroco avvisò la delegazione apostolica, che a sua volta richiese l’intervento di un perito comunale, il quale non poté fare altro che accertare che il Pascucci effettivamente aveva deviato il regolare corso dell’acqua per uso personale. Alla fine della controversia il gonfaloniere stabilì che necessitava riportare la fonte alla condizione originaria.
Anche in questo caso i volontari hanno lavorato alacremente per riportare alla luce il lavatoio.
Dopo questi interventi Viterbo Civica si è fissata alcuni importanti obiettivi, il primo dei quali è una passeggiata racconto in questi ultimi tre siti riscoperti, accompagnati da Antonello Ricci.
Poi pubblicare un opuscolo dove inserire tutti i lavatoi e fontanili di Viterbo che sono già stati rimessi a nuovo dall’associazione. E per finire vorrebbe suggerire all’amministrazione comunale e alle varie associazioni presenti sul territorio, d’inserire i vari fontanili delle frazioni in un percorso ciclo turistico, il lavatoio dei Chigi in Strada Fonte, sulla carta risulta già essere area pic nic, anche se mancano tavoli e panchine. Accanto al fontanile di Fontetuccio si potrebbe istituire un’altra area relax con tavolini. Predisporre dei cartelli accanto a ogni fontanile che ne spieghi la storia e l’utilizzo, potrebbero servire anche per la fruizione scolastica, coinvolgendo i bambini alla riscoperta del territorio e degli antichi mestieri.

domenica 1 giugno 2014

NUOVO ATTACCO CIVICO PREVISTO

fontetuccioScoperti 3 siti dimenticati.
Lunedì 2 giugno alle ore 16 INVITIAMO tutti i CITTADINI. SOCI, SIMPATIZZANTI E VOLONTARI di Viterbo Civica: L’APPUNTAMENTO è a piazzale Romiti alle ore 16 dietro la questura.
Di li ci muoviamo in direzione strada Filante, Fontanaccio e Napolino, tra Viterbo, Tobia e S.Martino, dove nei giorni scorsi abbiamo individuato GRAZIE AGLI ANZIANI DELLA ZONA 3 splendidi siti completamente scomparsi dalla memoria di noi Viterbesi.
Questi tre siti ( in foto allegata) che vogliamo riportare alla luce, sono meravigliosi e quindi vale veramente la pena esserci!!
Per poter dire un giorno con un pizzico di orgoglio, di essere stati partecipi della loro riscoperta.
Lunedì 2 giugno dalle ore 16, avete finalmente l’occasione, per essere protagonisti in prima persona.!!
“Dopo la bonifica dei siti, stiamo vedendo di organizzare una escursione notturna in bicicletta, dove il Poeta Antonello Ricci rievocherà la loro antichissima storia.”
Per lunedì 2 giugno si consiglia abbigliamento e attrezzatura da giardiniere. Ma assolutamente siete graditi anche come semplici spettatori per fare gruppo, vedere come amiamo il territorio, come lo curiamo e come cerchiamo di conoscerci meglio.
Per ulteriori informazioni potete chiamare il 3476231327
Associazione #Viterbocivica